martedì 12 febbraio 2013

Crocchette di pollo con senape e cipolla

Non scrivo ormai da più di un mese e me ne sembrano trascorsi dieci. Mi sento in parte un po' estranea a me stessa e dall'altra pigramente abbandonata a uno stato d'inerzia. Eppure il movimento, sebbene possa essere stancante, tiene sempre in qualche modo attivi, svegli, appassionati (dovrò appuntarmelo da qualche parte).
E così, anche dall'esterno mi giungono lontani rumori di sottofondo. La politica, la cronaca, l'informazione (o disinformazione) del mondo circorstante mi appaiono come una matassa confusa di voci, tutte uguali. Qualcosa mi dice che dovrebbe riguardarmi, che è un periodo importante, persino il Papa si dimette per la prima volta nella Storia. Allora cerco di tornare alle vecchie letture di riviste e quotidiani, a leggere blog e forum, a lasciare commenti, firmare petizioni (a proposito, mi ha chiamata Greenpeace per la raccolta fondi dell'ultima campagna Save the Arctic alla quale ho aderito, ma pare non accettino donazioni da chi ha un conto aperto alle Poste...) ma in fondo a tutto questo un piccolo senso d'inutilità  mi assale.
Inutilità, esattamente. 

E così anche la cucina è tornata ai vecchi bustoni dei surgelati, veloci e facili da preparare. Veloce e facile, il mantra di tutte le pubblicità. Almeno di quelle che vanno in onda su Italia 1 durante i  numerosi intervalli di C.S.I. A volte penso che mi piacerebbe annotare tutte le tragicomiche stronzante che ci vengono propinate, che nella loro palese presa per il culo hanno un non so che di triste e squallido. Squallore, altra parola che ultimamente ho sempre sulla punta della lingua non appena cerco di sintonizzarmi sul canale realtà.

In fondo, se fossi in forma smagliante non avrei mai iniziato il libro della Morante, regalo di compleanno apprezzatissimo e che solo ora inizio ad apprezzare fino in fondo. C'è qualcosa insomma che mi attrae "verso il basso", o meglio verso quell'interiorità di cui non riesco, anche volendo, fare a meno. Mi sento un po' come una bambina che resta sveglia la notte ad aspettare i propri fantasmi ma che in fondo ha una gran paura d'incontrarli. La paura di cadere non è forse attrazione del vuoto? Non è mia, è di Kundera.

Tra una chiacchiera e l'altra non posso proprio tralasciare la mia ultima raccolta di oggetto da spiaggia. Dopo la testa del robot di Laputa (qui per i dettagli), ho trovato mezzo sepolto sotto la sabbia il teschio-luce della saggia Vassilissa. Be', del teschio non è rimasta traccia, ma il bastone somiglia proprio a quello che Baba Jaga avrebbe potuto regalare a Vassilissa: bitorzoluto e annodato a una delle sue estremità, come per accogliere e incastonare un oggetto prezioso.
Questa è una storia che mi piacerebbe raccontare ma che per il momento non racconterò.
E' una storia lunga, è una storia vera. Intanto il mio teschio-luce mi accompagna fiero e luminoso e mi dice che non devo aver paura.

"Il teschio-luce non è indulgente. Alla sua luce i vecchi sono attempati, il bello è lussureggiante, lo stupido è imbecille, coloro che non credono sono infedeli, le cose incredibili sono osservate come miracoli. Il teschio-luce è una luce eterna, brilla davanti alla donna, come una presenza che le sta un po' avanti e le riporta quel che ha già trovato. E' per lei il perpetuo riconoscimento."
C.P.E.


E ora la mia prima ricetta dedicata. A te, cara nonna, che sei una donna veramente in gamba.

Crocchette di pollo con senape e cipolla


Ingredienti

500 gr di petto di pollo
1/2 cipolla
80 gr di mollica di pane
1 cucchiaino di senape
2 cucchiai di salsa di soia
80 gr di farina
80 gr di latte
1 uovo
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
olio di semi
sale e pangrattato q.b

Questa è la ricetta che Giallo Zafferano spaccia per "Nuggets di pollo". In verità io l'ho trovata molto diversa rispetto a quella che conosciamo e che comunemente mangiamo (e diciamolo dai!) da McDonald. E a dirla tutta l'ho trovata anche molto più buona.

Come prima cosa tagliare a pezzi il petto di pollo e affettare grossolanamente la cipolla. In un recipiente ammorbidire la mollica di pane con un po' di latte e versare tutto nel mixer insieme alla senape e alla salsa di soia. Salare con cautela, la soia è molto saporita! Tritare fino ad ottenere un impasto morbido e ben amalgamato. A parte preparare la pastella: stemperare in una ciotola la farina con il latte, aggiungere l'uovo e mescolare bene. Infine unire il lievito e un cucchiaio d'olio e aggiustare di sale. 
Successivamente modellare le polpette. Io mi sono lasciata prendere la mano e ho realizzato dei veri crocchettoni di pollo, ma se volete fare dei veri nuggets dovrete dargli la tipica forma di goccia appiattita. 
Una volta realizzate le crocchette, passarle prima nella pastella, poi nel pangrattato e infine nell'olio bollente di semi per la frittura. Scolare su carta assorbente e mangiare tiepidi. 
La mostarda rende le crocchette quasi speziate, pungenti, ma allo stesso tempo dolci e morbide grazie alla  mollica e al latte. Se non amate la cipolla vi consiglio di non tritarla, ma l'accostamento è davvero squisito!
Ho trovato buona anche la pastella che generalmente non uso per fritture come questa, limitandomi a una passata rapida nella farina, poi nell'uovo sbattuto e infine nel pangrattato. In questo caso, anche grazie al lievito, si avrà una panatura un po' più spessa ma ugualmente croccante e...vabbè, stavo per dire delicata ma mi sono fermata in tempo...


6 commenti:

  1. Sai, è un periodo un pò così per tutti credo... Abbiamo una certa attrazione per il basso, e le notizie che arrivano via etere non danno nessuna spinta verso l'alto...Io però sono un ottimista cronica, e mettendo insieme le parole che hai sottolineato, una speranza la vedo.La sperare che a qst senso di INUTILITà e SQUALLORE,(che ha preso tutti) si trovi un modo VELOCE E FACILE di dare un calcio in c.... ^__^
    Bellissime le tue crocchette,ho preso nota della ricetta, la proverò al più presto.

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    1. In quel caso adotterei volentieri un metodo "facile e veloce", ma visto che io sono un'inguaribile pessimista (a momenti alterni, dai) mi viene da pensare che le soluzioni di questo tipo non portano mai a grandi risultati. Quindi continuo a "covare" e "meditare" la mia strategia di attacco (mai stare sulla difensiva!).

      Un abbraccio cara July e crocchettati appena puoi ;)

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  2. E allora evviva le nonne, cara Giulia: donne in gamba e molto speciali già solo per il fatto di rappresentare un'epoca in cui tante stupidaggini tutte insieme sicuramente non venivano pronunciate ma nemmeno lontanamente pensate.
    Ah come ti capisco, cara mia.
    come mi ritrovo nella tua inerzia e nel senso di squallore.
    che poi: sempre peggio, eh?
    capirai, mo' c'è pure il festival...
    le tue crocchette di pollo invece mi piacciono tanto. e almeno questo, credimi, è di estremo conforto.
    Ti abbraccio, buona giornata!

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    1. Mi hai appena ricordato che è iniziato il festival. Non che mi disturbi particolarmente, solo che vorrei passare indenne dalle serate sanremesi e invece qualche sputacchio dalla radio, dalle chiacchiere della gente, dallo zapping meditabondo in tv...arriverà. Oh, se arriverà.

      E allora penso alle nonne e più in generale alle donne e qualcosa mi dice che il cambiamento, se ci sarà, partirà da questa direzione. Oh, se partirà.

      Un abbraccio a te cara Luna, è stato bello dopo tanto leggere le tue parole.

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  3. anch'io ho attraversato davvero un periodo in cui la pigrizia l'ha fatta da padrona, forse perché ero ancora nel periodo buio post licenziamento, e più di tutti ho trascurato cucina e blog, per cui ti capisco...però le giornate cominciano a farsi belle e soleggiate, e ho come una voglia di riprendere a vivere, a scrivere, a fotografare e a cucinare, e sono sicura che questo anticipo di primavera crriverà anche per te, coraggio

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